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Lega Italiana contro i Disturbi d'ansia,
da Agorafobia e da attacchi di Panico


LO "STATO DELL'ARTE" DELLA RICERCA SUL DAP


In questa pagina vogliamo raccogliere articoli, commenti e riflessioni sulle più importanti e più recenti ricerche che trattano ansia, panico, agorafobia e tutto quanto è ad essi correlato.

Come sempre cercheremo di selezionare col massimo rigore possibile le ricerche oggetto di pubblicazione ma con un'ampia apertura al nuovo e all'inconsueto sempre ispirati da quell'approccio anti-ideologico che la nostra esperienza diretta sul campo ci "consiglia" di assumere.

Quindi, pur scientificamente rigorosa che sia, questa non sarà la pagina delle "Verità" con la "V maiuscola" ma certamente un prezioso contributo a scoprire l'unicità delle nostre singole e personali "Verità" (questa volta si con la "V maiuscola"!).



 

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Sintesi della ricerca condotta nel 2003 dal Dott. Giuseppe Corlito, Direttore ASL 9 di Grosseto.

8,6 su 10 guariscono: i risultati della ricerca sui gruppi di Auto-Mutuo Aiuto

Assai impegnativo è reperire pubblicazioni scientifiche sull’auto-mutuo aiuto ancor più se riferito ad ansia e disturbo di panico, tuttavia “ricercando la ricerca” abbiamo trovato uno studio troppo poco conosciuto, ma assai interessante e molto significativo condotto nel2003/2004 da G. Corlito,P. Rubinacci, C. Valiani, U.Zei, P. Morosini, in collaborazione con l’Isitututo Superiore di Sanità e pubblicata su Psichiatria di comunità-Volume II-N.2_ Giugno 2008.
229 gruppi di Auto-Mutuo Aiuto censiti, 51 direttori di Dipartimenti di Salute Mentale distribuiti su tutto il territorio nazionale in modo omogeneo fra Centro, Nord e Sud.
L’obiettivo di questa ricerca era censire i gruppi di Auto-Mutuo Aiuto esistenti nel campo della salute mentale; lo scopo invece era rispondere sull’efficacia dei gruppi AMA per patologie mentali, l’opportunità di coinvolgere i familiari, attivare i gruppi per tema specifico oppure misti, valutare la presenza di un operatore/ facilitatore.
I risultati sono decisamente incoraggianti e molto positivi, infatti il punteggio ottenuto sul valore dei gruppi di Auto-Mutuo Aiuto è particolarmente alto ( 8,6 su 10), nonché inizia ad emergere l’evolversi dell’importanza della presenza di operatore in precedenza membro esso stesso di gruppi (facilitatore).
I gruppi AMA quindi, nati sostanzialmente quale produzione spontanea di carattere volontaristico della società civile per risolvere i problemi che le istituzioni non sono in grado di risolvere, diventano di grande rilievo sia dal punto di vista sociale che per la loro qualità. Scrive l’Autore: “dobbiamo considerare che l’incremento dell’incidenza e della prevalenza dei disturbi psichici (stimata del 25-30% della popolazione generale) pone problemi tali che nessuna società, per quanto opulenta, potrà permettersi risposte solo di tipo professionale. Si pone, dunque, un problema di cooperazione tra reti formali e informali per la protezione della salute in generale e di quella mentale in particolare; del resto, il passaggio dall’illusione dell’onnipotenza della terapia ( “panterapia sociale” [Folgheraiter, 1990]), centrata sulla produzione e sul consumo di farmaci e di tecnologie e sul loro mercato, alla prevenzione si impone anche per l’oggettiva limitazione delle risorse economiche e implica l’attivazione delle risorse “spontanee” della comunità. Si evince, quindi, che l’approccio migliore per tale attivazione è la promozione dei gruppi di auto-aiuto e la cooperazione tra tecnici e comunità.”
In conclusione lo studio dimostra la valenza dei gruppi di Auto-Mutuo Aiuto per la risoluzione dei disturbi psichici evidenziando anche il valore economico della cooperazione fra le reti istituzionali e sociali, un ottimo spunto per dare il via all’approfondimento e il conseguente miglioramento delle strategie terapeutiche.

Giuseppe Corlito*, Paolo Rubinacci°, Claudia Valiani°, Umberto Zei§, Pierluigi Morosini†
*Direttore DSM ASL 9 di Grosseto °Operatori Cooperativa “Uscita di Sicurezza” §Medico volontario DSM ASL 9 di Grosseto †Direttore Laboratorio di Epidemiologia Istituto Superiore di Sanità.
IL MOVIMENTO DELL’AUTO-MUTUO-AIUTO NEL CAMPO DELLA SALUTE MENTALE IN ITALIA: I RISULTATI DELLA RICERCA NAZIONALE G.A.M.A.
Mutual Self-Help Groups Movement in the Mental Health Field in Italy: Results of the G.A.M.A. National Research
Questo lavoro è dedicato a Umberto Zei che lo ha in gran parte scritto prima che la morte ce ne privasse troppo presto

CLICCA QUI PER VISUALIZZARE IL TESTO INTEGRALE DELLA RICERCA



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Ripubblichiamo l'articolo
Farmaci antidepressivi nella pratica psichiatrica: efficacia reale
del Dott. Paolo Migone

Articolo integrale tratto da Psicoterapia e Scienze Umane

Sintesi da Pan apr/2006


L'articolo è apparso su "Psicoterapia e Scienze Umane" [2005, XXXIX, 3: 312-322] e una sintesi è stata pubblicata anche nel numero di aprile 2006 di Pan, il periodico della Lidap onlus.
Questo contributo, a nostro avviso sempre attuale, rivela con dati inoppugnabili un fenomeno di cui raramente se ne percepisce l’entità pur essendo conosciuto e citato da molti divulgatori scientifici: il reale effetto degli antidepressivi nella depressione maggiore, che è molto poco superiore al placebo tanto che in molti casi è clinicamente non significativo, almeno per la depressione maggiore (e ciò potrebbe avere implicazioni anche per il disturbo di panico).
Queste riflessioni vengono riproposte ora alla luce del vivacissimo dibattito che si è sviluppato nella nostra associazione, a tutti i livelli, dopo il convegno di Firenze del 16 maggio 2009 e dopo l’Assemblea nazionale dei Soci svoltasi a Bergamo il 6 giugno 2009, dove si sono confrontati diversi punti di vista sul ruolo da dare all’uso dei farmaci nel trattamento del DAP.
La Lidap non ha mai fatto campagne ideologiche contro l’uso dei farmaci tra l’altro per la semplice ragione che molti di noi (ma non tutti!) li hanno usati come valido supporto al loro percorso di guarigione; siamo consapevoli anche che alcuni hanno risolto solo con essi il loro DAP ma tutto questo non significa assumere una posizione (questa si, tutta ideologica) che pone la terapia con gli SSRI come unica risposta valida agli attacchi di panico sia per quel 30% di popolazione refrattaria all’uso degli antidepressivi, sia per tutti coloro che dopo una prima remissione dei sintomi ricadono nel problema non avendo intaccato le possibili ragioni che li avevano generati.
Il disagio psichico è un ambito dove le generalizzazioni e i proclami ideologici non hanno senso di essere fatti, dove quello che è andato bene per uno non è detto che vada bene per l’altro e dove difficilmente esistono scorciatoie a un percorso serio di consapevolezza che abbia come asse portante il cambiamento; in tutto questo possono avere un ruolo anche i farmaci a patto che non diventino un totem propagandistico che nulla ha a che fare con il benessere dei pazienti.
Il settimanale "L'Espresso" (11.2.2010, n. 6/2010, pp. 134-138) pubblica sul tema due interessanti interviste al prof. Irving Kirsch e al dr. Paolo Migone dal titolo "Bluff depressione". Vengono ribadite e confermate le consclusioni degli articoli da noi riportati.

Articolo de L'Espresso       Integrale       Sintesi