Cosa è il DAP

Approfondimenti sul DAP
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Se devo attraversare di notte, con una borsa piena di soldi e da solo, un quartiere tipo Bronx e mi sento teso, preoccupato, dico che ho paura.II pericolo reale di essere aggredito giustifica il mio stato d'animo e lo qualifica come paura. Ma se provo le stesse sensazioni ancora più intense quando non c'è nessun pericolo reale, allora posso dire di avere un'ansia

Mentre la paura mi aiuta a prendere delle precauzioni per difendermi e funzionare meglio, l'ansia invece ostacola le mie attività'.

La paura dipende da un fattore esterno e, se non c'è questo, non c'è neanche la paura; l'ansia, invece, dipende da un fattore interno ed è quindi più difficile evitarla. Soprattutto non basta la buona volontà' per annullarla.

L'ansia comprende sia sintomi fisici (tachicardia, difficoltà respiratorie, sbalzi della pressione arteriosa, sudorazione, tic, tensione muscolare, stanchezza, irrequietezza), sia sintomi psichici (apprensione e preoccupazioni ingiustificate, sensazione di pericolo, difficoltà di concentrarsi e di ricordare, sensazione di testa confusa).

L'ansia è un'esperienza molto diffusa e non sempre patologica. Fortunatamente non tutti quelli che provano l'ansia, si ammalano di un disturbo d'ansia.

Diventa patologica e va curata quando è eccessiva, compromette l'attività lavorativa e sociale o provoca un disagio prolungato ed intenso.

L'ansia, come la febbre, è sintomo di una malattia, non una malattia di per sé, e può essere provocata da diverse cause.

Alcune sono effettivamente psichiatriche, altre invece non lo sono (malattie mediche, come l'ipertiroidismo, uso di alcuni farmaci, abuso di caffè o altre sostanze, sospensione improvvisa di alcool, tranquillanti o altre sostanze, ecc.)

Alcune sono di breve durata, e possono essere eliminate completamente e rapidamente. Altre sono più durature e richiedono terapie più prolungate.

L'ATTACCO DI PANICO è una crisi d'ansia estrema, sconvolgente, che comporta i sintomi fisici e psichici dell'ansia al massimo dell'intensità, fino a provocare la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo, depersonalizzazione (sentirsi come estraneo a se stesso o come distaccato da sé o come un automa, ecc.), derealizzazione (vivere la realtà esterna come strana, irreale). L'attacco di panico può essere provocato da cause psichiatriche o non psichiatriche, come abbiamo detto per l'ansia.

Il DISTURBO DA ATTACCHI DI PANICO è caratterizzato da ripetuti attacchi di panico, imprevedibili, inaspettati e non provocati né da una malattia medica né da una sostanza. Si verificano nelle situazioni più diverse.

L'AGORAFOBIA si ha quando una persona teme ed evita posti e situazioni da cui secondo lei sarebbe difficile o imbarazzante allontanarsi (ad es.: un viaggio in treno, in autobus, una fila al supermercato), oppure quelle situazioni in cui pensa di non poter avere un aiuto sufficiente nel caso di un malessere o un attacco di panico (ad es.: una strada solitaria, un luogo affollato, un posto lontano da casa).

Capita quindi che, dopo gli attacchi di panico, il paziente sviluppi un processo di evitamento, per cui limita sempre più i suoi movimenti e le sue attività lavorative e sociali.

Per venir fuori dal Disturbo da Attacchi di Panico e da questo processo di progressiva limitazione della libertà, è necessario avviare un percorso di progressiva liberazione dalla paura, dall'ansia, dall'attacco di panico, dall'insicurezza.

Il percorso terapeutico comprende di solito un contributo farmacologico (per quelli che sono gli aspetti biologici dell'ansia, del panico e dell'eventuale depressione), un contributo socioterapeutico (attraverso i Gruppi di Auto-Aiuto) ed un contributo psicoterapeutico (per gli aspetti psicologici che sottendono i sintomi).

Un percorso terapeutico che conduca il paziente/utente alla comprensione ed alla soluzione dei suoi problemi psicologici, nonché, ad una reale e definitiva autonomia. Un percorso emancipatorio, lungo il quale, il paziente che inizia in uno stato di grande dipendenza (dall'accompagnatore, dal farmaco, dal medico), passi ad una fase di impegno attivo (nella relazione terapeutica e nei gruppi di auto-aiuto) e giunga ad uno stato di liberazione e di autonomia, in piena e totale ripresa della sua attività, lavorativa e sociale.

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