Intervista del giornalista freelance G.M. a Nicola GhezzaniColoro che soffrono di ansia, di attacchi di panico o di agorafobia, di solito, trovano persone disposte a prendersi cura di loro (partners, genitori) ed a sacrificar loro gran parte della propria vita: disponibili a rinunciare ai week-end in montagna, se il partner o figlio/a non sopporta le gallerie, il cinema, se non riesce a stare in luoghi chiusi bui, alle relazioni sociali, se l'altro/a non se la sente di uscire a cena.

di Giuseppe Ciardiello - Capita sempre più spesso di leggere articoli e testi che si occupano di panico e dei suoi aspetti fobici. Finalmente il DAP è entrato nella categoria delle disfunzioni e dei disturbi considerati "veri" e le persone che ne soffrono non devono più temere di essere accusati di simulazione.

di Olimpia Degni - "Per vivere una vita creativa dobbiamo perdere la paura di sbagliare" (Joseph Chilton Pearce); "La nostra cultura molto raramente cerca d'imparare l'arte di amare e, nonostante la disperata ricerca d'amore, tutto il resto è considerato più importante: successo, prestigio, denaro, potere. Quasi ogni nostra energia è usata per raggiungere questi scopi e quasi nessuna per conoscere l'arte di amare" (Erich Fromm)

di Olimpia Degni - Il termine stress (dall’inglese: "sforzo") in origine impiegato in ingegneria per indicare la tensione e lo sforzo cui è sottoposto un materiale rigido in condizioni di sollecitazione, fu usato, nel 1936, dal fisiologo ungherese H. Selye quando osservò la reazione organica presentata da alcuni animali in seguito alla somministrazione di alcune sostanze stressogene.

di Nicola Ghezzani - Che rapporto intercorre fra il disturbo da attacchi di panico (il DAP) e i disturbi alimentari (bulimia, anoressia, vomiting)? Il rapporto è certamente di parentela, poiché nell'universo psicopatologico la matrice che genera i vari disturbi è unica ed è il conflitto interno, dal quale originano manifestazioni patologiche simili e sempre intercomunicanti.

Altri articoli...