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Helpers, Volontariato e Burn-out Nicola Ghezzani - Psicoterapeuta e consulente LIDAP

Nell'incontro di Firenze del 9 Ottobre 2002 è stato attentamente dibattuto il problema della formazione degli helpers. Personalmente ho espresso l'opinione che l'helper tenda a modellare il proprio "essere helper" sulla figura del terapeuta; perché il terapeuta è il "modello ideale" di riferimento talvolta anche per chi non ha fatto direttamente un'esperienza psicoterapeutica. Questa idealizzazione del terapeuta è stata probabilmente favorita, nelle prime fasi di vita della LIDAP, dall'Associazione stessa, per esigenze di efficacia e di sopravvivenza, nonché per una dipendenza implicita da modelli in grado di generare fiducia e offrire sicurezza. Ebbene io penso che, allo stato attuale della vita associativa, tale idealizzazione oltre che inutile è dannosa; e dico perché.

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FARMACI SI...FARMACI NO Silvano Dedalo - neuropsichiatra e consulente Lidap – Roma

Farmaci si, farmaci no: è una questione spesso aspramente dibattuta, in psichiatria in generale e nel disturbo di panico in modo particolare.

Tale questione, mentre appare del tutto legittima e incentrata sull’interesse ultimo del paziente quando riguarda il singolo caso clinico, diventa invece sterile polemica, antiscientifica e clinicamente dannosa, se prende spunto da posizioni preconcette, incuranti delle risultanze a livello mondiale della medicina basata sulle prove di efficacia (EBM).

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D.A.P. e studio - I disturbi emozionali e la scuola di Olimpia Degni - Psicologa e psicoterapeuta

La scuola è per il bambino il "luogo" in cui agisce il primo confronto con il mondo e opera il primo importante distacco dalle figure dei genitori. Qui, incontra nuove figure significative, gli insegnanti ed i compagni che lo stimolano a gestire le proprie risorse e ad esprimere le proprie potenzialità, cognitive, relazionali, emozionali.

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Il lavoro: quando lavorare diventa un'impresa...

Per chi soffre di D.A.P. e/o di Agorafobia, il mondo del lavoro presenta notevoli difficoltà. Oltre a quelle comuni ad ogni lavoratore, tre appesantiscono il fardello di chi vive questi disagi:

  • l'ansia generata dal dover raggiungere, da solo o con mezzi pubblici, il luogo di lavoro
  • l'ansia di vivere il lavoro come momento di verifica delle proprie capacità
  • la difficoltà di reggere il rapporto con i colleghi ed i superiori, visto che nella maggior parte dei casi vengono attivate complesse e faticose strategie per mimetizzare il proprio Disturbo e le conseguenti eventuali manchevolezze.
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I familiari: istruzioni per l'uso

Coloro che soffrono di ansia, di attacchi di panico o di agorafobia, di solito, trovano persone disposte a prendersi cura di loro (partners, genitori) ed a sacrificar loro gran parte della propria vita: disponibili a rinunciare ai week-end in montagna, se il partner o figlio/a non sopporta le gallerie, il cinema, se non riesce a stare in luoghi chiusi bui, alle relazioni sociali, se l'altro/a non se la sente di uscire a cena.

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D.A.P. e Disturbi dell'Alimentazione di Nicola Ghezzani - Psicoterapeuta e consulente LIDAP

Che rapporto intercorre fra il disturbo da attacchi di panico (il DAP) e i disturbi alimentari (bulimia, anoressia, vomiting)? Il rapporto è certamente di parentela, poiché nell'universo psicopatologico la matrice che genera i vari disturbi è unica ed è il conflitto interno, dal quale originano manifestazioni patologiche simili e sempre intercomunicanti.

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