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Ansia, Panico, Agorafobia: una definizione

Se devo attraversare di notte, con una borsa piena di soldi e da solo, un quartiere tipo Bronx e mi sento teso, preoccupato, dico che ho paura.II pericolo reale di essere aggredito giustifica il mio stato d'animo e lo qualifica come paura.

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Il Medico di Base

E' il primo interlocutore per moltissime persone portatrici di un disagio psicologico: il referto medico, che egli fornisce quale risposta, può influenzarne in maniera determinante il decorso.

Ciononostante restano incertezze nella gestione relazionale del caso, così come nel processo che conduce al trattamento e all'invio ad uno specialista (psichiatra o psicoterapeuta). Ciò incide sullo stato d'ansia del paziente, sulla sintomatologia e sui costi sociali diretti e indiretti.

Il medico deve sapere non sottovalutare i sintomi, in maniera da dare al paziente l'esatta percezione che la sua sofferenza è accolta, indagata, valutata, che non ha un "brutto male", né una "malattia mentale".

E' lo psichiatra, che non è il "medico dei matti", la persona con più competenza nel diagnosticare e dare indicazioni terapeutiche, allo scopo di gestire il disturbo nel modo migliore ed in tempi più brevi.

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Ansia, farmaci e sessualità di Roberto Todella - Sessuologo Specializzato in Ginecologia - Genova

Quando la sessualità non si esprime come vorremmo o non è più come un tempo, quanto può dipendere dalla terapia farmacologica che stiamo assumendo per un disturbo d'ansia?

Di fatto psicofarmaci e sessualità non sempre van d'accordo: li lega un rapporto complesso e non facile da interpretare. L'influenza sulla vita sessuale può essere molto variabile: migliorarne la qualità quando i benefici della terapia sulle manifestazioni ansiose riverberano positivamente sulla disponibilità e sul desiderio sessuale, danneggiarla quando amplificano modalità e caratteristiche sessuali preesistenti (come una carente risposta eccitatoria o una difficoltà orgasmica).

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PSICOTERAPIE DEI DISTURBI D’ANSIA di Nicola Ghezzani - Psicologo clinico e psicoterapeuta (Roma).

1. Un quadro d’insieme

Più di ogni altra forma psicopatologica, l’ansia parossistica e il disturbo da attacchi di panico sono manifestazioni che coinvolgono l’essere umano nel suo complesso, facendo avvertire appieno l’identità di corpo e psiche. Il sintomo panico viene avvertito come una sofferenza per la quale è difficile, se non impossibile, distinguere se abbia origine nel corpo o nella mente. Il radicale coinvolgimento del sistema neurale (la mente) e del sistema neuroendocrino (l’interscambio biologico fra mente e corpo) fa sì che l’ansia, l’angoscia e il panico si esprimano simultaneamente come “stati d’animo” (ossia come emozioni profonde e viscerali) e come reazioni somatiche: palpitazioni, sudorazioni, tremori, apnee e dispnee, vertigini, acufeni, ecc...

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