Tu sei qui:
Mercoledì, 25 Marzo 2015 11:07

Ansia in corpo - le manifestazioni psicosomatiche dell'ansia

Vota questo articolo
(2 Voti)

Conoscere l'Ansia 

L’ansia in corpo: le manifestazioni psicosomatiche dell’ansia.
Il sistema neuro-endocrino. - Dr.ssa Sara Finocchiaro - Medico – specialista in endocrinologia e malattie metaboliche

Nel rapporto fiduciario tra medico e paziente, spesso è quest’ultimo a rappresentare la parte più debole, soprattutto quando stati di stress, ansia o turbe emotive lo rendono particolarmente vulnerabile. In tali situazioni spesso il medico rappresenta una valvola di sfogo e non sempre, purtroppo, il tempo o le risorse disponibili permettono di potersi dedicare a ogni singolo paziente nella maniera  più corretta. Questo induce a fare degli errori diagnostici o terapeutici importanti.

Non è raro infatti che noi medici affrontiamo in maniera semplicistica alcuni casi clinici, addebitando all’ansia o allo stress tutti quei sintomi cui non riusciamo a dare una spiegazione scientifica. Ed era proprio in questi casi, per così dire “rognosi”, che in un passato relativamente recente si poneva la diagnosi di malattia psicosomatica. 
E’ solo da qualche decennio che la definizione di “malattia psicosomatica” ha cambiato connotazione e ha assunto una vera e propria valenza scientifica. Allo stato attuale si definisce infatti “psicosomatica” quella patologia d’organo (rilevabile con esami diagnostici specifici) indotta  da uno stato d’ansia o di stress, che può rappresentarne la causa principale o una concausa scatenante. 
Sono infatti ormai quasi del tutto noti i meccanismi neuro-endocrini che stanno alla base degli effetti dello stress sull’organismo umano, perché l’ uomo è “corpo”, ma anche “mente”, due parti in continua influenza reciproca. Il “ponte” di collegamento tra questi due mondi estremamente vicini, è proprio il sistema endocrino, il cui fulcro centrale è rappresentato dall’ipofisi, ghiandola alloggiata in una sorta di fossetta all’interno della scatola cranica e pertanto in stretta vicinanza con le strutture del sistema nervoso centrale, di cui risente le influenze.  
L’esempio più tipico di quanto il sistema nervoso possa incidere sull’attività di organi e apparati è proprio lo stato di “stress”, una situazione in cui l’equilibrio dell’organismo viene messo a dura prova e che rappresenta un fisiologico meccanismo di difesa messo in atto dalla specie umana, ma tipico anche di altre specie animali. In presenza, infatti, di un pericolo, l’organismo umano risponde attivando alcuni sistemi, in particolare il sistema immunitario, il sistema nervoso autonomo, e il sistema endocrino.
Il sistema immunitario rappresenta la nostra prima linea di difesa. 
Ma la presenza di un pericolo o di uno stato di stress determina l’attivazione anche del sistema nervoso autonomo o vegetativo, preposto alla regolazione dell’attività di organi involontari (cuore, bronchi, intestino, reni, etc). L’effetto finale è la liberazione di neurotrasmettitori che accelerano l’attività del cuore, dell’apparato respiratorio e di tutti gli organi implicati nella reazione allo stress (il cuore batte a una maggiore velocità, aumenta la frequenza del respiro, si attiva la sudorazione).
Ma qual è il ruolo del sistema endocrino? L’ipofisi, in risposta allo stress, e in concomitanza con l’attivazione degli altri due sistemi, fornisce degli input alle varie ghiandole endocrine, inducendole a produrre quelli noti come ormoni dello stress: cortisolo, adrenalina, noradrenalina, etc.
In genere, lo stato di stress si autorisolve quando viene meno lo stato di pericolo che lo ha determinato. Ma se si protrae nel tempo la causa determinante lo stato di stress, si innesca un circolo vizioso, per cui i tre sistemi rimangono attivati e si attivano a vicenda, e a soffrirne è l’organismo umano, che pertanto manifesterà delle alterazioni importanti a carico di alcuni apparati, note a tutti come “malattie da stress” o “psicosomatiche”.
Ne ricordiamo alcune tra le più frequenti e studiate:
- malattie dell’apparato gastrointestinale (ulcera, sindrome del colon irritabile);
- malattie della pelle (eczema, psoriasi, vitiligine);
- malattie dell’apparato respiratorio (crisi d’asma, iperventilazione, apnee notturne);
- malattie dell’apparato genito-urinario (disturbi urinari, eiaculazione precoce, dolori inguinali);
- malattie dell’apparato muscolo-scheletrico (torcicollo, cefalea tensiva, artrosi);
- disturbi della fertilità (ipogonadismo, amenorrea, impotenza sessuale).
Così come uno stato d’ansia esercita una sua importante influenza sul corpo, determinando l’insorgenza di alcune malattie, è anche vero che a volte alcune malattie, spesso misconosciute, possono essere causa di stati d’ansia, o di altre turbe psichiche. Questo è particolarmente vero per alcune patologie del sistema endocrino.
Basti pensare all’influenza che è in grado di esercitare la tiroide sul sistema nervoso. 
Stati di ipertiroidismo (aumentata produzione di ormoni tiroidei) si associano a nervosismo, agitazione, ansia, attacchi di panico, oltre che calo ponderale, intolleranza al caldo, esoftalmo.
Di converso l’ipotiroidismo (ridotta produzione di ormoni tiroidei) si caratterizza per una decelerazione del metabolismo, con stati di depressione del tono dell’umore, associati ad apatia, astenia, aumento di peso.
Così come la tiroide, anche numerose altre ghiandole endocrine possono essere sede di patologie responsabili di sindromi ansiose, piuttosto rare, rispetto alle patologie tiroidee, ma comunque da non sottovalutare, soprattutto in presenza di pazienti difficilmente controllabili con il solo approccio psicologico, che in genere dovrebbe essere risolutivo. 
In tutti questi casi, compito del medico dovrà essere quello di ricercare eventuali alterazioni a carico di altre ghiandole meno note, quali i surreni, le paratiroidi o sospettare ad esempio delle ipoglicemie non riconosciute in un paziente diabetico in terapia insulinica o con ipoglicemizzanti per via orale.
E’ in questi casi che il ruolo di noi medici diventa importante e risolutivo: quando siamo chiamati a risolvere proprio quei casi “rognosi”, che tanto tempo sembrano rubare alla nostra attività lavorativa, ma che in realtà rubano solo la serenità di un individuo, che non fa altro che andare alla ricerca di un equilibrio mai trovato.

Dr.ssa Sara Finocchiaro
Medico – specialista in endocrinologia e malattie metaboliche
Siracusa
Tel. 338 9907520
e-mail:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Letto 17748 volte