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Stimolazione audio-visiva, autoregolazione cerebrale e benessere

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da Perché NEURO-UPPER? I principi teorici, i meccanismi di azione, il primo studio sperimentale - Olimpia Pino, Dipartimento di Neuroscienze, Università di Parma e Francesco La Ragione, Microengineering, Caserta

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Stimolazione audio-visiva, autoregolazione cerebrale e benessereGli stimoli esterni hanno un’influenza diretta sul nostro cervello. Il benessere psicofisico di un individuo può essere dedotto dalla sincronia delle sue onde cerebrali indicanti l’attivazione di diverse aree del cervello umano. L’equilibrio dei segnali cerebrali può essere turbato da grandi stress ambientali con il risultato di una desincronizzazione di tali onde (Gerdes et al., 2013). Si potrebbe concludere, allora, che l’unico modo per raggiungere il benessere sia quello di “regolare” queste onde facendole coincidere con valori normativi (ossia quelli mostrati da chi sta bene), per poi cercare di mantenerle in una sorta di equilibrio omeostatico. Non è proprio così, in realtà: al riguardo il principio dell’allòstasi (Sterling, 2012) propone il concetto di “stabilità attraverso il cambiamento” definendo il benessere come la capacità degli organismi di adeguarsi, di volta in volta, alle mutazioni dell’ambiente. Di conseguenza, non esisterebbero parametri di riferimento uguali per tutti, piuttosto ognuno dovrà riuscire a raggiungere un personale equilibrio nello specifico ambiente (termine inteso secondo moltissime sfumature) in cui vive. Le onde cerebrali, oltre a desincronizzarsi in funzione di un’eccessiva stimolazione esterna, sono anche in grado di sintonizzarsi su uno stimolo periodico di diversa natura come quelli uditivi, visivi o tattili. Il principio fisico che spiega tale meccanismo ed effetto è chiamato “entrainment”. La sincronizzazione è un fenomeno fisico correlato a processi di organizzazione, comunicazione, sinergia, ordine cognitivo, consapevolezza e benessere. Ormai è noto come le differenti aree del cervello umano possano comunicare tra loro con maggiore o minore coerenza (e questo è un parametro scientificamente misurabile) in relazione a differenti stati di coscienza e di salute. Valori elevati di coerenza sono significativamente connessi a stati di armonia psicofisica e sensazione di benessere, mentre valori bassi sono associati a stati di conflitto interiore e depressione psicofisica. I valori della coerenza possono rivelarsi di grande aiuto per la diagnosi tramite EEG delle patologie neurologiche e psicosomatiche (stress, depressione, ansia o panico) e per una prima quantificazione non solo dell’integrità psicologica, ma anche della creatività e dell’equilibrio psicofisico (Gerdes, Gerdes, Lee & Tegeler, 2013).

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