Vi è un nesso tra gli attacchi di panico e la respirazione?

I pazienti affetti da Disturbo di Panico spesso provano senso di soffocamento e “fame d’aria” e riferiscono che anche nei periodi liberi dagli attacchi sono disturbati da sensazioni quali “sforzo respiratorio”, “respiro che si blocca”, “respiro che perde il suo ritmo”. Il comportamento respiratorio tipico dell’ansioso è l’iperventilazione, intesa come il respirare in modo eccessivo rispetto all’attività in cui si è impegnati. Un respiro accelerato, che sarebbe fisiologico se si stesse correndo per vincere una gara (durante l’attività fisica l’organismo ha necessità di disperdere molta anidride carbonica), diventa invece anomalo se si sta per affrontare un esame o si ha paura di uscire da casa, perché, in assenza di movimento, non si verifica alcun accumulo di anidride carbonica, che il respiro accelerato fa scendere a livelli eccessivamente bassi.


Cosa fare quando si è in iperventilazione?

Bere piccoli sorsi d’acqua;

Fare delle pause respiratorie tra l’inspirazione e l’espirazione
ponendo una mano sull’addome;

Respirare dentro un sacchetto di carta.


Ansia e Panico: moderne invalidità sociali
L’ansia e il panico sono disturbí che riguardano non solo il singolo individuo, ma coinvolgono tutte quelle sfere relazionali che sono strettamente legate agli interessi e al movimento. Le conseguenze derivate dal prolungarsi del disturbo si ripercuotono negli ambiti: familiare, sessuale, relazionale, scolastico, lavorativo. Prima, l’ansia inibisce, poi arresta le possibilità di movimento e di interazione di un individuo.