di Cinzia Abbiati

UNA GIORNATA PARTICOLARE

Quando l’incontro diventa comunità: Lidap alla Casa della Psicologia di Milano

IL VIDEO COMPLETO DELL’EVENTO

Ci sono eventi che si misurano con il numero di partecipanti e altri che lasciano qualcosa di più difficile da quantificare: la sensazione di aver creato uno spazio di incontro, ascolto e condivisione.

La giornata Lidap del 17 ottobre, mese dedicato alla salute mentale, mi ha lasciato soprattutto questo.

Vivo a Milano e riconosco le preziose opportunità che offre questa città, così ricca quanto faticosa e complessa. Portare fuori dalla nostra realtà associativa i temi dell’ansia, del panico e dell’agorafobia è qualcosa che sento come una missione, un dovere, un compito che serve al pubblico che incontriamo, ma anche a noi volontari.

L’affluenza non è stata numerosa come avremmo sperato. Eppure, riprendendo il tema iniziale, ho potuto cogliere quanto non sia soltanto il numero delle presenze a determinare il valore di un incontro. Per questo considero la giornata un successo, un risultato da portare a casa.

Credo sia interessante provare a leggere il dato della partecipazione anche alla luce di alcune circostanze. L’appuntamento era fissato per le 10 di un sabato mattina, un orario che implicava alzarsi presto. Il sabato è per molti un giorno dedicato al riposo, alla famiglia, alle attività del tempo libero. Complice il bel tempo e la temperatura gradevole è possibile che qualcuno abbia preferito trascorrere la giornata all’aperto.

C’è poi un elemento nuovo, che merita una riflessione particolare: per la prima volta abbiamo sperimentato la trasmissione dell’evento in diretta su Facebook (il numero di visualizzazioni le potremo valutare nel tempo).

Una possibilità preziosa per raggiungere chi vive lontano, ma che potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio. Da un lato permette di raggiungere persone che diversamente non potrebbero partecipare; dall’altro potrebbe indurre qualcuno, anche chi vive nelle vicinanze, a preferire la comodità di seguire l’incontro da casa.

È ancora presto per valutare l’effettivo impatto di questa scelta, ma credo sia importante considerare che, accanto alle persone presenti in sala, occorre calcolare anche quelle collegate a distanza. La diretta quindi apre una nuova prospettiva: ampliare la platea e rendere i nostri appuntamenti accessibili oltre i confini geografici.

Resta naturalmente il valore insostituibile dell’incontro in presenza, fatto di sguardi, sorrisi, abbracci.

La sfida per il futuro sarà proprio questa: riuscire a valorizzare entrambe le modalità, affinché la tecnologia allarghi le possibilità di partecipazione, senza sostituire il piacere e la ricchezza dello stare insieme.

Le persone che hanno scelto di esserci hanno dato vita a un incontro autentico. Hanno interagito, raccontato esperienze personali, condiviso fragilità e incertezze. È la stessa magia che anima i gruppi di auto mutuo aiuto: rispecchiarsi negli altri, e scoprire che anche loro conoscono il nostro disorientamento di fronte a certi sintomi, consente di aprirsi senza pudori.

È stato bello vedere come accanto alla divulgazione prendesse forma qualcosa di altrettanto importante: un senso di comunità!

La giornata è stata arricchita dai preziosi interventi di Alma Chiavarini, che ha presentato il libro “Oltre la trappola del panico” e illustrato il valore dei gruppi AMA.

Alma è una veterana dell’associazione, pensate che è presente in associazione dalla sua fondazione, ovvero dal 1991. Rappresenta indiscutibilmente un vero pilastro per tutti noi, per l’esperienza, la dedizione e il contributo che continua a offrire in Lidap.

Particolarmente significativo è stato anche l’intervento della psicologa Eleonora Siviero, che collabora con l’associazione e ha voluto esserci, nonostante non risieda in città.

La dottoressa ha saputo trasmettere con chiarezza e sensibilità un messaggio fondamentale: non esiste un’unica strada per uscire dalla trappola del panico. Ognuno ha il proprio percorso, i propri tempi e le proprie risorse. Tuttavia, pur nella diversità, ci sono quattro elementi che possono accomunare questo cammino: consapevolezza, libertà di scelta, coraggio e fiducia. Quattro parole che racchiudono altrettante possibilità: riconoscere ciò che ci accade, recuperare gradualmente la libertà di decidere, trovare il coraggio di affrontare ciò che spaventa e fiducia per credere nella possibilità di cambiare. Un cambiamento che non consiste necessariamente nel diventare persone che non provano più ansia, ma nell’imparare a modificare il rapporto con la paura, affinché non sia più quest’ultima a decidere al posto nostro.

Un altro aspetto che porto con me è la forza del gruppo. L’organizzazione dell’evento è stata stimolante e coinvolgente. Se l’idea e il lavoro preparatorio possono nascere dall’iniziativa di una singola persona, è nel lavoro di squadra che acquistano una dimensione diversa. Nella giornata milanese questa collaborazione si è tradotta in gesti molto concreti: orientarsi in una città non familiare per chi arrivava da Parma, trovare parcheggio, affrontare le piccole complicazioni logistiche, allestire lo spazio e predisporre tutto perché l’incontro potesse svolgersi nel migliore dei modi. Piccole difficoltà, certo, ma non dimentichiamo che siamo tutti ex “panicosi” con una componente di ansia che ci connota inevitabilmente.

Anche parlare in pubblico non è facile per nessuno, ma quando si crede in un obiettivo si trova il coraggio, appunto, per vincere la timidezza, l’imbarazzo e il timore di non essere all’altezza.

Ognuno ha contribuito con la propria disponibilità, il proprio tempo, la propria capacità. E così, passo dopo passo, il progetto si è trasformato in realtà.

L’unione non è soltanto uno slogan, ma una risorsa concreta, capace di superare gli imprevisti (come la defezione causa forza maggiore del nostro Presidente) e di trasformare l’impegno individuale in un risultato condiviso.

Per noi inoltre è stata un’occasione di convivialità. Abituati a vederci attraverso uno schermo, abbiamo apprezzato la possibilità di ritrovarci, scambiarci impressioni e vivere insieme una giornata fuori dalla quotidianità associativa. Ci siamo incontrati non soltanto per parlare di ciò che fa Lidap, ma per farlo accadere, insieme.

Anche la cornice ha contribuito alla bellezza della giornata. La Casa della Psicologia ci ha accolto in uno spazio elegante, curato e confortevole, in una posizione centrale e suggestiva di Milano. Un luogo che si è rivelato adatto a ospitare un’iniziativa dedicata all’informazione, al confronto e alla relazione.

L’evento si è appena concluso e mi sorprendo già a pensare come, dove e quando organizzare il prossimo! Forse è proprio questo il segno più bello che una giornata del genere può lasciare: non soltanto la soddisfazione per ciò che si è realizzato, ma il desiderio di ricominciare, di guardare avanti e di continuare a costruire insieme.

Alma, Pietro, Cinzia, Paolo, Elsa e Daniele

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