VIDEOINTERVISTE
Interventi dei professionisti sulle tematiche trattate
Giuseppe Costa Presidente Lidap
Ha prima lavorato nelle Ferrovie dello Stato e successivamente nella scuola primaria come insegnante; da sempre attivo nel volontariato sociale, è in Lidap dal 1994 dove ha svolto incarichi direttivi, organizzativi e di formatore per facilitatori di gruppi di auto/mutuo aiuto. È stato redattore e direttore di Pan, la rivista trimestrale di Lidap odv, dal 1998 al 2015. Per “vocazione tardiva” si è laureato cum laude in Giornalismo e cultura editoriale presso l’Università di Parma nel 2018, dopo aver conseguito, nella medesima università e sempre con lode, la laurea in Civiltà letterarie e storia delle civiltà nel 2012. Dal 2021 ricopre la carica di presidente di Lidap odv.
Le modalità dell’auto/mutuo aiuto
Lidap opera nel campo dell’ansia e del panico da oltre trent’anni promuovendo, tra le altre cose, i GAMA (gruppi di auto/mutuo aiuto).
Negli ultimi tempi LIDAP ha ricevuto varie sollecitazioni dai partecipanti ai gruppi a occuparci della figura del caregiver. Queste importanti figure di cura molte volte assumono questo ruolo in maniera inconsapevole: lo sono, ma non sanno di esserlo.
A volte ansia e panico coinvolgono queste figure e fanno emergere tutte le difficoltà dell’impegno di cura.
Queste sono alcune delle ragioni che hanno spinto LIDAP a promuovere il progetto
“CAREGIVER INCONSAPEVOLE”.
Tra le attività proposte in questo progetto si è pensato anche di avviare dei GAMA per sostenere i caregivers coinvolti in problemi di ansia e panico.
I GAMA hanno novant’anni di pratica sul campo (nascono negli USA negli anni ’30 del 900 per affrontare il problema dell’alcolismo), unita alla certificazione dell’OMS della loro valenza terapeutica, autorizzano a definirli un ottimo strumento di sostegno e cura per quanto riguarda una larga parte di disturbi (non solo ansia e panico, ma anche alcolismo, gioco, lutto, fobie, ecc.). Una pratica utilizzata non solo da moltissime associazioni di volontariato, ma anche da enti e istituzioni sanitarie pubbliche e private.
I GAMA non vogliono sostituire altre modalità di cura basate su farmaci e psicoterapia, ma si affiancano ad esse e spesso le potenziano: è quella che viene chiamata TERAPIA INTEGRATA. A volte per persone refrattarie ai farmaci o prive dei mezzi per la psicoterapia diventano l’unica alternativa efficace.
Ecco alcune PAROLE CHIAVE per comprendere cosa sono i GAMA:
PARITÀ. Si entra in un CONTESTO ORIZZONTALE ovvero l’assenza di un professionista della salute nel gruppo. Questo crea un rapporto di cura in cui una persona da oggetto di guarigione diventa soggetto attivo della propria guarigione. Nei GAMA è presente solo la figura del FACILITATORE (che ha o ha avuto il problema – ha seguito un corso di formazione – governa la comunicazione – non interpreta – NON “scimmiotta” lo psicoterapeuta).
IDENTIFICAZIONE. I GAMA si formano con persone che CONDIVIDONO uno stesso problema e questo crea subito un ambiente comunicativo spontaneo basilare per qualsiasi relazione basata sulla fiducia reciproca.
LINGUAGGIO IMMEDIATAMENTE COMPRENSIBILE. Le persone parlano la stessa lingua e usano lo stesso lessico pur vivendo contesti e problemi di vita diversi: spesso chi deve affrontare i problemi legati per es. ad ansia e panico non viene compreso da chi tali problemi non li vive o non li ha vissuti e ciò crea isolamento e frustrazione. Nei GAMA questo NON avviene, anzi il linguaggio comune diventa ulteriore elemento di riconoscimento.
CONDIVISIONE. Condividere un problema aiuta a leggerlo e ad analizzarlo in maniera, sia emotiva che razionale, in modo consapevole e approfondito: elementi fondamentali di un percorso di guarigione.
ASCOLTO ATTIVO di esperienze diverse aiuta a scoprire soluzioni nuove e più efficaci ai nostri problemi.
Condivisione e ascolto generano un ambiente solidale e questo genera a sua volta ulteriore benessere.
Infine il RISPECCHIAMENTO. Chiamiamo rispecchiamento la possibilità che si manifesta nei GAMA di vedere negli altri cose che ci appartengono e che non riusciamo spesso a scoprire in noi. Tali aspetti che troppe volte non vediamo, possono essere fondamentali nel costruire un proprio univoco percorso di guarigione.
Alma Chiavarini Vicepresidente Lidap
Già assistente sociale presso il Comune di Parma, dal 1995 si è sempre occupata della facilitazione dei gruppi di auto mutuo aiuto e della formazione dei facilitatori nella Lidap ODV (Lega italiana contro i disturbi d’ansia, d’agorafobia e da attacchi di panico) e per altre associazioni. Ha condotto attività di formazione sui gruppi AMA per operatori del sociale (assistenti sociali, insegnanti, educatori) e seminari presso il Corso di Laurea in Servizio Sociale all’Università degli Studi di Parma. È coautrice con Giuseppe Costa della prefazione nella pubblicazione “Adolescenza istruzioni per l’uso” Progetto con Fondazione Cariparma di LIDAP ODV, Edizioni Edicta 2023. Ha curato il libro “Oltre La Trappola Del Panico – 30 percorsi di guarigione con il commento degli esperti”, Edizione FrancoAngeli 2021. Ha collaborato con il capitolo “L’amore che cura e il gruppo di auto mutuo aiuto: la relazione come esperienza affettiva di risanamento” nel libro “Amori 4.0 Viaggio nel mondo delle relazioni” , di A. Prunotto, M. L. Rotolo, M. Martini, D. Vannini (a cura di) Edizioni Alpes, 2019. Ha collaborato con suoi 3 capitoli in “L’albero della vita che A.M.A” (Le realtà di auto-mutuo aiuto a Parma e nella provincia) 2005 Forum della Solidarietà Parma. Ha curato l’appendice “Guida alle risorse per gli anziani in Italia” nel libro “Anziani. Assisterli amarli. Guida pratica per operatori e familiari” di Anita G. Beckerman, Ruth M. Tappen e Pietro Spagnulo (Traduttore) Edizione Ecomind 2003.
Gruppo di auto/mutuo aiuto per i caregiver
Le motivazioni di un caregiver per entrare in un gruppo di auto mutuo aiuto possono essere tante e diverse.
I familiari di persone con ansia e panico, compreso lo stesso caregiver inconsapevole, in genere, sottovalutano l’importanza della ricerca di un aiuto per sé. Il consiglio, in caso di difficoltà, è quindi quello di riferirsi a un aiuto professionale o cercare un gruppo di auto mutuo aiuto per caregivers, senza ritardi rispetto al problema che ci si trova a vivere.
Questo può riguardare anche gli altri caregiver: quelli che si devono occupare di familiari con altre patologie o disabilità, malattie di lunga durata, dipendenze, problematiche di vita comune come trovarsi a dover/voler accudire un familiare anziano non più autonomo.
Rispetto al gruppo di auto mutuo aiuto sento anche la necessità di un’altra precisazione: il gruppo A.M.A. non è l’unica soluzione possibile. La scelta più conosciuta è quella di potersi rivolgersi a un professionista, uno psicoterapeuta, psicologo o psichiatra, per una terapia individuale o di gruppo che possa aiutare il caregiver in percorsi di consapevolezza sulle sue necessità, sui suoi bisogni, sulle sue capacità di delega, sulle sue modalità di svolgere il ruolo di caregiver senza danni per sé e senza eventuali eccessi di impegno o al contrario fuga dall’impegno.
Nell’associazione LIDAP, in oltre 30 anni di esperienza, abbiamo visto che i gruppi auto mutuo aiuto ben impostati funzionano, nel senso che producono risultati di efficacia, anche se, come già detto, non si possono indicare come una terapia di elezione.
Come associazione siamo testimoni del fatto che tante persone con disturbi d’ansia, di panico e di agorafobia, sono “guariti” o, ancora meglio, hanno conquistato nuovi equilibri di vita, con la sola esperienza del gruppo di auto mutuo aiuto: tanti si sono rivolti a una terapia con un professionista, prima della frequentazione del gruppo A.M.A., ma anche dopo la fine dell’esperienza del gruppo, vincendo spesso pregiudizi e vergogna prima presenti.
In molti hanno combinato le due esperienze e su questo punto è utile sottolineare che le due modalità di terapia, insieme, velocizzano i tempi e ottimizzano i risultati. Su questo sono d’accordo anche la maggior parte dei terapeuti.
Quali benefici può dare un gruppo A.M.A. a un caregiver?
Essere un caregiver non è facile e questa attività può portare molte persone, ma soprattutto il caregiver familiare inconsapevole, ad esaurire le proprie energie, scivolare in stanchezze, sbalzi d’umore, depressione, aggressività o altri disturbi psicologici e somatizzazioni spesso legate ad ansia e stress e anche in vere e proprie patologie fisiche. Un caregiver dovrebbe scegliere di partecipare a un gruppo di auto mutuo aiuto per diversi motivi legati al proprio benessere emotivo, psicologico e pratico.
1. BENESSERE EMOTIVO
Nei gruppi A.M.A. ci si confronta con persone che vivono esperienze simili. Questo crea un ambiente di comprensione autentica, dove il caregiver si sente accolto e non giudicato.
Parlare con chi affronta le stesse difficoltà riduce il senso di isolamento e di solitudine, molto comuni nei caregivers.
Il ruolo di cura può essere emotivamente logorante: un gruppo A.M.A. offre uno spazio per esprimere paure, frustrazioni, stanchezza e dolori.
Nel caso specifico in cui ci si prende cura di un familiare con disturbi d’ansia e stress può capitare, soprattutto agli inizi, di sottovalutare l’impegno pensando che durerà poco e che un massiccio iniziale impegno del caregiver risolverà facilmente la situazione. La consapevolezza di possibili tempi lunghi di cura, al contrario, consiglierà di non calarsi nei panni del caregiver “supereroe” ma stili di approcci rispettosi di sé e della persona aiutata accettando i suoi tempi di recupero.
Spesso il caregiver non trova nelle persone vicine qualcuno che capisca davvero il suo carico emotivo. Un gruppo A.M.A. diventa un luogo sicuro dove essere ascoltati senza giudizio.
2. BENESSERE PSICOLOGICO
Partecipare a un gruppo di auto mutuo aiuto aiuta a riconoscere precocemente i segnali di esaurimento e a imparare strategie per prendersi cura di sé, evitando di “consumarsi” nella cura dell’altro.
Parlare con altri caregivers aiuta a sviluppare maggiore consapevolezza dei propri limiti e delle proprie risorse.
La condivisione di esperienze spesso fa emergere nuove modalità di affrontare i problemi.
Il gruppo aiuta a stabilire limiti e a non sostituirsi nei doveri della persona in difficoltà.
Il gruppo aiuta a pensare che sia utile far capire alla persona aiutata che il caregiver è al suo fianco per aiutarla a uscire dal suo problema ma, soprattutto se adulta, a lasciarle la responsabilità della cura.
L’occasione nei gruppi di auto mutuo aiuto di aiutare altri caregiver raccontando la propria esperienza rimanda un senso di utilità e di valore, che va a rafforzare l’autostima.
3. BENESSERE PRATICO
Il sostegno reciproco nel gruppo aiuta a trovare nuove prospettive.
Importante nel gruppo di auto mutuo aiuto è anche la condivisione di strategie e soluzioni pratiche: i membri del gruppo spesso condividono consigli pratici su come affrontare problemi quotidiani, fino a quelli della burocrazia.
Si imparano tecniche di organizzazione e di gestione dello stress e di comunicazione.
Si condividono modalità per ritagliare spazi per la propria vita, per gli interessi, lo svago, la cura di sé.
Nel gruppo di auto mutuo aiuto o nella terapia con un professionista è importante poter acquisire consapevolezza sulle tante cose che cambiano il modo di sentire e vivere la dura esperienza del ruolo di caregiver, che potrebbe invece così trasformarsi anche in un’occasione ed esperienza di crescita personale con il rafforzamento delle proprie risorse e potenzialità.
Infine i gruppi sono anche occasioni di leggerezza, ironia, risate insieme e questo è un elemento non meno importante e di aiuto di tutti gli altri.
Tematiche
Dr. Antonio Minervino
Giuseppe Costa e Alma Chiavarini
Dr. Giuseppe Ciardiello
Dott.ssa Amalia Prunotto
Dott.ssa Anna Porfido
Dott.ssa Marina Balbo
Dr. Lorenzo Flori
Dr. Roberto Pozzetti
Dott.ssa Gilda Donato
Dott.ssa Rossana Grossi
Dott.ssa Maria Teresa Zini